Celiachia, il Ministero approva le nuove diagnosi senza biopsia
Il Ministero della salute ha approvato un protocollo che migliorerà le diagnosi e diminuirà la sofferenza.
Pubblicato il 14/10/2015Nel 2014 in Italia sono più di 170 mila i celiaci diagnosticati, con un trend in continua crescita. Ma si tratta di numeri sicuramente sottostimati: la celiachia infatti si associa spesso a patologie autoimmuni come il diabete e le tiroiditi, e non sempre viene diagnosticata tempestivamente perché spesso si presenta con sintomatologia sfumata a carico di sistemi e apparati diversi da quello gastro-intestinale. E così si stima che risultino ancora non diagnosticati più di 400 mila celiaci.
Alla luce di questo scenario il Ministero della salute, d’intesa con le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano, ha approvato lo scorso luglio un accordo sulla “diagnosi e il follow-up della celiachia e sulla prevenzione delle complicanze” con l’obiettivo di aggiornare il documento di inquadramento per la diagnosi e il monitoraggio della celiachia, elaborando un protocollo diagnostico più efficace che tenga conto delle novità diagnostiche e scientifiche. In provvedimento, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 191 del 19 agosto 2015, è stato di recente rilanciato sul sito web del Ministero della salute.
Dall’implementazione del nuovo protocollo ci si aspetta una ricaduta positiva in termini di appropriatezza, con un maggiore numero di diagnosi precoci e un minore numero di diagnosi errate, nonché un notevole risparmio in termini di sofferenza, cure inappropriate e ospedalizzazioni per i pazienti non diagnosticati o diagnosticati tardivamente.
Il nuovo algoritmo comprende uno screening iniziale con test sierologici, seguito da una biopsia intestinale di conferma in tutti gli adulti; mentre per la fascia pediatrica la novità è la possibilità di porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia intestinale, a certe condizioni (presenza di sintomi o segni clinici riconducibili alla celiachia, positività della anticorpi antitransglutaminasi oltre dieci volte il limite superiore della norma e degli anticorpi anti endomisio, riscontro dei geni predisponenti HLA DQ2 e/o DQ8 e risposta favorevole alla dieta senza glutine).